Ci ho messo un attimo.
Ho dovuto metabolizzare quattro giorni intensi concedendomi almeno un lunedì sgombro da pensieri, masticando e digerendo però le considerazioni di altri tre insider del concorso Unionbirrai (Andrea, Alberto e Maurizio, che insider doveva esserlo ma purtroppo è stato fregato al fotofinish dalla febbre).
Organizzazione sensibilmente migliorata rispetto allo scorso anno: maggior precisione e velocità nel servizio (il training a cui Unionbirrai ha sottoposto l'istituto alberghiero coinvolto nelle operazioni ha quindi funzionato); aumentato sia il numero di birre iscritte che quello di birrifici, e così anche il numero di giudici coinvolti, circa una decina in più, permettendo un lavoro attento e meno sfiancante.
Le venti categorie sono rimaste le stesse che nel 2011 hanno spiazzato e confuso birrai e giuria: giusta la riconferma, coerente con le linee guida dell'associazione - che vogliono sottolineare la creatività delle birre italiane e la libera interpretazione degli stili classici - anche se andrebbero perfezionate, talvolta ampliate, e sicuramente meglio comunicate.
Mi sta bene includere Canton Ticino, Repubblica di San Marino e Vaticano (ecco, forse gli ultimi un po' meno bene), purchè le slide esposte durante la premiazione finale non recitino "vengono ammesse soltanto birre italiane" come invece è successo.
Dritto al dunque, la categoria incrimanata, quella numero cinque nel quale non è stato assegnato oro ma solo argento e bronzo, rispettivamente a Bad Attitude Dude e Foglie D'Erba Freewheelin' IPA. Condivido coraggio e presa di posizione dei "colleghi", giusto non premiare se non per effettivo merito, ma proprio per lo stesso motivo non avrei nemmeno assegnato secondo e terzo posto, lasciando alle due birre sopra citate una semplice menzione come quarta e quinta.
Per quanto riguarda me stesso, giovedì ho avuto lo screening per le categorie 3, 4, 12 e 13, mentre venerdì ho tolto ed assegnato medaglie nelle categorie 1, 6, 7, 14 e 18. Ora sapete con chi prendervela.
2013
Più giudici, sia stranieri che italiani, tavoli da quattro persone ben assortite piuttosto che da otto, un giorno di lavoro anzichè due.
Introduzione di nuove categorie propriamente italiane: di primo acchito avanzo Italian-style pilsners (non filtrate e con l'utilizzo del dry-hopping - Stefano, se ne parlava assieme?), birre legate al mondo del vino, e linee guida più specifiche e dettagliate per una categoria come quella delle birre alla castagna. Questo passo darebbe maggior lustro ed indentità ad alcune tipologie di birra che stanno facendo scuola al di fuori dei confini nazionali, e che a detta degli stessi giudici stranieri presenti sono alcuni tra i risultati più avvincenti e rappresentativi della creatività birraria italiana.
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Un grosso "Complimenti!" - e questo non da giudice, ma da uomo - al birrificio dell'anno 2012.