28 febbraio 2012

Birra Dell'Anno 2012 visto dall'interno

Ci ho messo un attimo.
Ho dovuto metabolizzare quattro giorni intensi concedendomi almeno un lunedì sgombro da pensieri, masticando e digerendo però le considerazioni di altri tre insider del concorso Unionbirrai (Andrea, Alberto e Maurizio, che insider doveva esserlo ma purtroppo è stato fregato al fotofinish dalla febbre).

Organizzazione sensibilmente migliorata rispetto allo scorso anno: maggior precisione e velocità nel servizio (il training a cui Unionbirrai ha sottoposto l'istituto alberghiero coinvolto nelle operazioni ha quindi funzionato); aumentato sia il numero di birre iscritte che quello di birrifici, e così anche il numero di giudici coinvolti, circa una decina in più, permettendo un lavoro attento e meno sfiancante. 
Le venti categorie sono rimaste le stesse che nel 2011 hanno spiazzato e confuso birrai e giuria: giusta la riconferma, coerente con le linee guida dell'associazione - che vogliono sottolineare la creatività delle birre italiane e la libera interpretazione degli stili classici - anche se andrebbero perfezionate, talvolta ampliate, e sicuramente meglio comunicate.
Mi sta bene includere Canton Ticino, Repubblica di San Marino e Vaticano (ecco, forse gli ultimi un po' meno bene), purchè le slide esposte durante la premiazione finale non recitino "vengono ammesse soltanto birre italiane" come invece è successo.

Dritto al dunque, la categoria incrimanata, quella numero cinque nel quale non è stato assegnato oro ma solo argento e bronzo, rispettivamente a Bad Attitude Dude e Foglie D'Erba Freewheelin' IPA. Condivido coraggio e presa di posizione dei "colleghi", giusto non premiare se non per effettivo merito, ma proprio per lo stesso motivo non avrei nemmeno assegnato secondo e terzo posto, lasciando alle due birre sopra citate una semplice menzione come quarta e quinta.
Per quanto riguarda me stesso, giovedì ho avuto lo screening per le categorie 3, 4, 12 e 13, mentre venerdì ho tolto ed assegnato medaglie nelle categorie 1, 6, 7, 14 e 18. Ora sapete con chi prendervela.

2013
Più giudici, sia stranieri che italiani, tavoli da quattro persone ben assortite piuttosto che da otto, un giorno di lavoro anzichè due.
Introduzione di nuove categorie propriamente italiane: di primo acchito avanzo Italian-style pilsners (non filtrate e con l'utilizzo del dry-hopping - Stefano, se ne parlava assieme?), birre legate al mondo del vino, e linee guida più specifiche e dettagliate per una categoria come quella delle birre alla castagna. Questo passo darebbe maggior lustro ed indentità ad alcune tipologie di birra che stanno facendo scuola al di fuori dei confini nazionali, e che a detta degli stessi giudici stranieri presenti sono alcuni tra i risultati più avvincenti e rappresentativi della creatività birraria italiana.

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Un grosso "Complimenti!" - e questo non da giudice, ma da uomo - al birrificio dell'anno 2012.

21 febbraio 2012

Pianet... ehm, Selezione Birra 2012

Fortuna non sono mai l'unico a fare ancora confusione tra vecchio e nuovo nome della fiera. Fiera che è ormai diventata di nicchia più che di settore: attualmente snobbata dai grandi produttori, ma nonostante chiacchiere e divergenze rimasta punto di riferimento per gli artigiani della birra in Italia.

Per il secondo anno consecutivo sono onorato ed entusiasta di essere stato convocato da Unionbirrai come giudice per Birra Dell'Anno: il concorso si svolgerà giovedì 23 e venerdì 24 febbraio; parteciperanno 85 birrifici, 449 birre e 32 giudici (come rivelato da Andrea); la premiazione finale avverrà proprio all'interno della fiera, sabato 25 alle ore 14:30.

Sempre sabato 25 ma alle ore 11:30, parteciperò invece alla conferenza Italian Beer Blogger, promossa da Interbrau: assieme a me Andrea, Marco, Nicola e Alberto per una tavola rotonda sullo stato attuale della comunicazione birraria online.

Mi trovate a bancone per il resto del tempo, sia sabato che domenica.

20 febbraio 2012

Birrificio OM, una complicazione mai finita

OM è un parto travagliato, potete leggerne alcune fasi su questo blog sotto l'etichetta dedicata; oggi si arricchisce dell'ennesimo episodio buio e spezza-gambe. 

Eravamo (siamo) in attesa di ricevere un impianto di produzione VELO ordinato in agosto 2010 e completato in aprile 2011, composto da una sala cottura a tre tini da 20hl e nove serbatoi unitank da 20hl ciascuno: un progetto altamente personalizzato tramite alcune tecnologie uniche ed innovative, il risultato di un lavoro sodo svolto con l'ausilio del loro reparto tecnico.

La situazione economica italiana dello scorso anno non ci ha purtroppo permesso di concludere l'acquisto in breve tempo: avevamo già versato a VELO un acconto del 10% alla stipula del contratto, ma eravamo ancora in cerca di un finanziamento per la restante parte dell'importo - dopo che anche un contatto con una società di leasing suggerita dalla stessa VELO era fallito.
Proprio in questi giorni siamo finalmente riusciti ad ottenere l'agognato, sudato finanziamento; comunichiamo immediatamente la notizia al direttore commerciale VELO, dal quale però apprendiamo che la società ha venduto il nostro impianto. Nessun avviso preventivo: labile giustificazione è stata una raccomandata mai ricevuta, inviata dal loro avvocato e che sanciva la risoluzione del contratto.
Quell'impianto era stato regolarmente ordinato versando un acconto, quindi soggetto ad un contratto a titolo oneroso; VELO non aveva nè diritto nè facoltà di venderlo, perlomeno senza un nostro consenso e senza aver prima inviato un ultimatum.

So che queste pagine sono lette da diverse persone di settore: vi sfrutto, e chiedo quindi di diffondere la notizia il più possibile. Soprattutto, voglio avvisare eventuali ignari acquirenti del fatto che molto probabilmente procederemo con la richiesta di revocatoria su tale vendita. 
Chiunque avesse notizie a riguardo può mettersi in contatto con me direttamente quì o tramite email a alessio.leone(at)birraom(dot)com.

17 febbraio 2012

Kikko Assistenza Enogastronomica, o del bar che vorrei avere sotto casa al posto dei ristoranti di Chinatown

Ne ho già scritto precedentemente, ma sottolineo nuovamente e con piacere alcuni aspetti: un bar - bar di quelli veri, aperti da mattino presto a sera tarda, che ci siamo quasi dimenticati possano avere un'offerta di valore - con una solida selezione di vino e birra, curata, non mastodontica ma in costante movimento e sviluppo, che premia entro e fuori dai confini nazionali. Sopra ogni cosa, un servizio che complici le sciattezze alle quali siamo generalmente abituati, attribuiremmo piuttosto ad un due stelle Michelin.

Per la Settimana Della Birra decidono di organizzare la loro prima cena birraria, dedicata al Birrificio Del Ducato, tra i loro cavalli di punta. Trentacinque posti a sedere che non si sa come ma esauriscono senza che l'evento venga nemmeno pubblicizzato, segno che i ragazzi si sono conquistati il cuore dei clienti. Io ho le mie spie, stima di loro ed una sedia assicurata.

Lardo di Patanegra, sorprendentemente delicato, giovane e poco selvatico, schiacciato da una Beersel Morning di due anni che lascia molto spazio al Lambic Drie Fonteinen e poco alla base saison.

Zuppa porri e patate, ben fatta e senza voli pindarici, con Ducato Blonde, senza entusiasmare.

Guancialino di maiale stracotto in Verdi Imperial Stout con polenta fritta, di fianco ad un magnum Chimera di due anni: testa che viaggia in Belgio, paragonando carbonnade e Dubbel, vittoria scritta e sorriso assicurato.

Sbrisolona e Prima Luna 2010, combo lussuriosa che raggiunge il suo apice nel pucciare l'una nell'altra.

Totale?
€25.

A Milano abbiamo ancora tanto da imparare.

09 febbraio 2012

Una Settimana Della Birra si merita un Beer By Bike

So che vi è mancato, perciò provvedo a rimediare immediatamente. 
E sì, frega poco sia della neve che del termometro sotto lo zero.


Sabato 18 febbraio, 40km di birre e pedalate a conclusione della seconda edizione annuale della Settimana Della Birra.

  • Ritrovo a Milano per colazione alle ore 10:00, luogo non meglio specificato: vorrebbe essere il Mercato Della Terra in Largo Marinai D'Italia, che però non è ancora stato confermato; probabile piano B, Parma & Co. in Corso Garibaldi.




  • Carate Brianza è solo 12km più a nord, e parlando di birra significa Menaresta: la taproom farà orario continuato, e grazie a Panificio Longoni riusciremo anche ad ingerire qualcosa di solido.


  • La prenderemo comoda, ultima tappa è Ines Stube a Nibionno, che però apre alle 16:30. Conoscendo Claudio e l'offerta del pub, sarà poi difficile staccarsi presto; il ritorno sarà quindi affidato ad un comodo treno scansafatiche e scansacomplicazioni che partirà dalla stazione di Cassago Brianza, paese limitrofo.

Qualsiasi domanda quì nei commenti, @caskcrusade o all'indirizzo email che trovate quì a fianco.
Chi c'è?

02 febbraio 2012

Bloggers Conference update: Night of International Beers

Qualche passo avanti rispetto al precedente aggiornamento.

L'agenda ha delineato i contenuti ma non ancora i relatori, la scelta del keynote speaker è ancora in alto mare, c'è già però la riconferma di quello che l'anno scorso fu uno dei momenti più entusiasmanti del weekend: Night of International Beers - una serata alquanto informale e goliardica, in cui alcuni blogger non provenienti dall'Inghilterra potranno presentare e servire in prima persona birre del proprio paese.

Nel 2011 fui grande sostenitore e promotore: portai Ducato, Olmaia, Italiano e Toccalmatto, e la risposta fu a dir poco entusiastica. Quest'anno ovviamente si cambia, coloro che terranno alta la bandiera saranno Extraomnes, Brewfist e Birra Del Borgo: tre realtà profondamente diverse ma altrettanto fresche e dinamiche, soprattutto guidate da alti standard qualitativi.

Non vi siete ancora registrati alla Conference? Fatelo. O davvero volete perdervi la faccia di un britannico di fronte ad una Zest, una Spaceman ed una KeTo Reporter?