30 gennaio 2012

Un Festival con la maiuscola

"A quale evento birrario italiano non mancheresti per nulla al mondo?"
Domanda scomoda di Maurizio, scagliata durante una lunga conversazione di giovedì scorso, alla quale ancora oggi non so rispondere: spiazzante e frustrante, respirare birra da tempo e non avere pronta risposta per un quesito apparentemente così banale.

Ci ragiono nei giorni seguenti e per tutto il weekend, aiutato da un sondaggio lanciato tempo addietro da Fermento Birra: di quell'elenco decido di tenere Villaggio Della Birra, Pils Pride, IBF Milano, Artebirra, Birre Della Merla, Birre Sotto L'albero - eventi di indubbio valore e ai quali ho partecipato ripetutamente. Aggiungo United Indipubs, prima edizione nel 2011, ed escludo volutamente Selezione Birra, più fiera di settore che vero festival. Sette nomi sono onestamente ancora troppi per azzardare una decisione finale, quindi ecco un'ulteriore scrematura: via il Villaggio (troppo belga per il mio palato), via IBF (troppo altalenante e senza location fissa), via Artebirra (troppo festa di paese), via Birre Della Merla (troppo piccolo ed elitario).
Tre superstiti: Pils Pride, Birre Sotto L'albero, United Indipubs, ma procedo facendo le pulci ad ognuno. 
Il primo non ha saputo rinnovarsi negli anni. 
Il secondo attira per la maggior parte sempre i soliti noti. 
Il terzo deve ancora sapersi ripetere e dimostrare tutto.

Non riesco a scegliere, ed ora una domanda ce l'ho io, è per MoBI: a quando il chiacchierato festival definitivo della birra italiana, che possa sbaragliare ogni concorrente ed aiutarmi a risolvere questo mio personale rompicapo?

33 commenti:

Schigi ha detto...

Non so se perfettamente IT ma lascio un piccolo contributo alla discussione cercando , come mio solito e sperando di non inimicarmi qualcuno, di dare indicazioni precise, riferimenti e nomi.
Fino a poco tempo fa avevo vissuto questi appuntamenti solo dalla parte degli appassionati, e sinceramente c'era qualcosa che non mi quadrava tra gettoni, prezzi, partecipazioni di birrifici ed altro.Dalla parte di chi sta dietro la spina il discorso assume connotazioni un po' diverse e ancora ,almeno per me , non del tutto spiegabili.Ci sono eventi tra quelli che hai citato, assolutamente di altissimo valore per quanto riguarda la partecipazione, cioè, è da fighi essere invitati al Villaggio della Birra, alla Merla o ad altri festival che attirano i cosiddetti opinion leaders...ma vista la formula che spesso questi hanno (valora del gettone metà al birrificio e metà, secondo me in maniera del tutto ingiustificata nelle percentuali, all'organizzazione) si rivelano , per i produttori (che hanno a carico trasferta, spesso pernottamenti e a volte addirittura pasti) un vero e proprio "bagno di sangue"
Faccio l'esempio dell'ultino weekend, bellissimo esserci stati,feedback positivi e tutto ok, ma , complice la neve di sabato sera, raccolti 350 gettoni, che corrispondono ad un incasso per il locale di 700 euro e a cui noi sono stati corrisposti 350, iva compresa.
Capirai che avendo aperto tre kk da 30 litri ed essendo in due persone, me e Zanda...Grazie tante ed Addio Merla.
Quindi vedo questi festival e lo dico a voi appassionati, anzi a noi appassionati, sempre più a rischio per il futuro, se non cambia formula o non so cosa.

Leo ha detto...

Schigi

Grazie dell'intervento dal punto di vista "interno", sti gran cazzi l'essere o meno IT.
So come funzionano Pils Pride (Birrificio Italiano che acquista i fusti "esterni") e IBF (si paga un costo per lo stand, l'incasso delle birre vendute è interamente del birrificio); Villaggio e Merla li hai chiariti tu; chi altro può fare chiarezza sui restanti tre?

Schigi ha detto...

Per chiarezza non è solo Merla o Villaggio, a parte quelli che hai citato l'andazzo è generale.
Il festival diventa un bel businness solo per chi lo organizza.
Io dico , è anche grazie a me e alla mia mia birra se tu vendi 2000 salamelle o altro...e in quel guadagno ci devi far sare anche il cazzo di gazebo bucato e presa di corrente che mi dai.
Che magari qualcuno di voi crede che i birrai stiano lì a tirare su il soldo, per me sono degli eroi.
Se organizzati con più equità anche e soprattutto i visitatori potrebbero avvantaggiarsene, per partecipazione dei birrai e varietà delle birre.

Anonimo ha detto...

interessante l'iva inclusa e la fattura che avete emesso, io da consumatore non ho visto un singolo scontrino fiscale ...

Maurizio ha detto...

L'analisi di Schigi è molto interessante e getta una luce inquietante su un argomento che, da questo punto di vista, conoscevo poco... Il valore dei festival si misura effettivamente sulla rappresentanza e relativo valore dei birrifici presenti e, aggiungo, anche sulla presenza fisica dei birrai... Farlo per semplice eroismo alla lunga potrebbe rivelarsi un fallimento...
Mi chiedo se gli organizzatori dei vari festival ne siano consapevoli...
@Leo: mi dispiace averti dato da pensare per tutto il weekend. Ero convinto di averti fatto una domanda "alla Marzullo"... :-) Però non mi hai ancora risposto.... :-)

Anonimo ha detto...

Paolo Polli

@ SCHIGI
Così dette le cose,leggendo tra le righe avvalori la formula dell'organizzazzione dell' IBF che si sviluppa in questo modo:tariffa fissa per ogni birrificio che comprende stand( quasi sempre pre allestito)ed elettricità, dall'incasso dei birrifici non viene trattenuto niente,visibilità a livello mediatico, contatti con potenziali clienti, e non meno importante un massimo di espositori per ogni festival in base alle previsioni di affluenza( questo a discapito dell'incasso di adb) per favorire il guadagno maggiore da parte dei birrifici presenti.
In parole povere meno birrifici ci sono e più guadagnano.
Il costo dell'ingresso che comprende bicchiere e porta bicchiere serve a coprire le spese di location, pubblicità e personale.
La Merla e il villaggio della birra sono eventi per appassionati dove il business per i birrifici è messo in secondo piano.

Schigi ha detto...

@Polli
Io penso che nel budget di un birrificio possa, anzi debba, anche esserci una quota per partecipare a delle fiere o a dei festival rimettendoci, ma avendo un ritorno di immagine e di contatti.
Oltre a questo credo che comunque co debba essere un bilanciamento tra ciò che ogni singolo birrificio investe e quello che chi organizza porta in cascina.
Quindi mi va benissimo la formula degli IBF in cui ci sono alcune tappe in cui il birrificio può scegliere di investire per andare a farsi conoscere in una zona particolare ed altre in cui il cassetto può sorridere.Mi piace degli IBF anche la formula del gettone tutto a coprire la birra, visto che l'organizzazione guadagna già sulla vendita dello stand e sugli ingressi.
Se ci si perde si perde insieme , se va bene va bene per tutti.
Vedo in altre organizzazioni invece un po' troppa avidità che alla lunga porterà birrifici di valore a diradare sempre di più la partecipazione a queste iniziative...insomma, diciamocelo, da quanto non si vede in giro Toccalmatto, Ducato, Baladin?

simone monetti ha detto...

Il concetto di rendere più equi gli incassi ritengo sia opportuno.
Esperienza mia, ci sono ancora tantissimi organizzatori convinti che i birrifici non abbiano possibilità di mettersi in mostra e sopravvalutano la visibilità fornita.
Non dimentichiamo, nella difficoltà di fare partecipare birrai ed aziende, la spietata concorrenza delle sagre, che comunque attirano moltissimo perchè spesso si lavora in semi monopolio.

Schigi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
cecco ha detto...

merla e villaggio sono di gran lunga due tra gli eventi più di pregio per il birraiolo bevitore consumatore italiano.

esserci secondo me paga, ed anche auspicando una redistribuzione più corretta dei proventi, non è certo come partecipare ad un IBF, e questo lo sa anche schigi.

Schigi ha detto...

Cecco, sicuramente paga.Il Villaggio ti fa conoscere anche a livello internazionale e dai produttori culto Così la Merla per l'Italia è una vetrina importante.
Ma perchè deve essere anche un bagno di sangue?
E comunque, se devo essere sincero gli unici contatti commerciali "concreti", cioè clienti nuovi acquisiti, sono arrivati dall'IBF di Milano.

Leo ha detto...

Schigi

Non so come ma è scomparso il tuo commento nel quale linkavi le modalità di iscrizione ad un tale evento, potresti riscriverlo?

Cecco

D'accordo sul pregio del Villaggio, non metterei però la Merla sullo stesso piano: meno affluenza, internazionalità e ambizione.

Schigi ha detto...

Leo, la notte mi ha portato consiglio, avevo pubblicato la mail integrale di un organizzatore veneto per un festival nuovo che dettava le condizioni per la partecipazione alla sua manifestazione, tra le quali il passaggio serale, tipo sceriffo di sherwood a ritirare il 25% dell'incasso giornaliero totale, comprese vendite di bottiglie e altro... ;-)), ma non vorrei trovarmi ancora buste verdi in casella...sai com'é...

Margherita ha detto...

Buongiorno a tutti. Ho salvato il link alla discussione ieri sera perchè mi interessava rispondervi. Ed eccomi qui. Forse qualcuno mi conosce, altri magari no, mi presento allora: sono Margherita,pisana, quasi 30 anni, di cui gli ultimi 3 spesi ad organzzare un piccolo festival birrario: IN FERMENTO - FESTIVAL DELLE BIRRE ARTIGIANALI(in Toscana)www.infermentofestival.com .
La nostra personale esperienza è la seguente: siamo partiti come un piccolo festival a metà tra una rassegna di settore e una sagra di paese (difficile in una piccola realtà far passare un messaggio diverso!!). Da subito abbiamo scelto di contenere il numero dei birrifici partecipanti non per mancanza di proposte ma per dare il giusto spazio e visibilità (=leggi guadagno) a ciascuno in una manifestazione in divenire. Siamo partiti con 5 birrifici, quest'anno saliremo a 7.
Anche noi adottiamo il sistema dei gettoni, ma tratteniamo una %inferiore rispetto alle manifestazioni che avete citato. Abbiamo scelto questa formula perchè al debutto ci sembrava più giusto partecipare tutti ai rischi (e eventuali guadagni!) senza costringere un birrificio a pagare una quota d'iscrizione che magari (data l'incognita della 1° edizione) si sarebbe potuta trasformare in vera perdita.
Fortunatamente abbiamo riscontrato un successo di pubblico crescente e per ora siamo tutti soddisfatti di questa scelta!
Per concludere, qualcuno ha detto che le manifestazioni sono fatte dagli organizzatori per arricchirsi... Forse si. O forse no. Sicuramente non è il nostro caso. Siamo un team di 4 ragazzi, abbiamo tutte altre professioni, non siamo nel settore birrario nè nella ristorazione. Abbiamo solo voglia di divertirci, passione per la birra artigianale e desiderio di fare qualcosa "di buono" per il paese che ci ospita. La manifestazione è totalmente autofinanziata, non riceviamo sovvenzioni, non abbiamo sponsor e siamo tutti volontari. Nonostante questo il festival ha convinto molti e ha sempre chiuso in positivo (attenzione: significa che non abbiamo avuto perdite! non che ci siamo arricchiti!).
Che dire... la nostra moneta in questo caso è la soddisfazione!

cecco ha detto...

il mio punto di vista e' quello del consumatore, e qualche festival l'ho visto.

Il messaggio che volevo lanciare era il seguente : festival come la merla ed il villaggio sono densi di un'atmosfera ed un clima che sono impagabili.altro che IBF.

Mi ripeto : auspico una redistribuzione diversa degli incassi per evitare ai birrifici di piangere sangue per esserci.

Capisco il mercato e non demonizzo IBF, ma attenzione,
perche' secondo me da solo non vale niente, la passione sta' di casa altrove, ed e' questa che muove le cose.

Anonimo ha detto...

@Schigi
Ciao Luigi,mi riaggancio al tuo messaggio sul festival che ha lo "sceriffo di sherwood" che ritira il 25% dell'incasso. Detta così sembrano condizioni capestro, ma c'è da dire che a quel festival NON si paga nessuna quota di iscrizione.
Preferisco un festival nel quale l'organizzazione "rischia" insieme ai birrifici. Se avranno comunicato, organizzato, pubblicizzato bene, l'evento sarà un successo, gli incassari saranno buoni, e la loro quota sarà altrattanto buona.
Lo sai bene anche tu (perchè ricevari numerose mail di invito) che diversi festival, anche alla prima edizione, chiedono cifre fisse (e non percentuali sull'incasso) che da buon "gestore" d'azienda (birrificio) non hanno senso, e lasciano tutti i rischi ai partecipanti.

birrazen ha detto...

Ritengo che gli IBF siano i festival migliori per chi si avvicina e per gli appassionati di vecchia data. Per i guru non saprei, ma tanto loro girano comunque per i loro beer hunts e meetups.
Pasturana e Birre della Merla sono belli ma per me, come immagino per tanti altri, è difficile riuscire a conciliare la distanza dalla città e il fatto di dover guidare. Per cui si può fare una volta ogni tanto, ma, almeno per me, non è molto sensato fare tot km per poter poi bere una birra perché poi devo rimettermi sulla strada. E non credo di essere l'ultimo noob lagnoso e devo dire che ci tengo sempre ad esserci, ma a volte si tratta di buon senso. Si organizzasero eventi a cui è più facile esserci, diverrebbe anche più facile avere un successo e un profit. Tutti contenti insomma. Col gelo e con la neve di mezzo si raccoglieranno sempre 350 gettoni, ma forse non è quello il punto delle birre della merla.
Altri eventi belli sono stati c'è fermento di saluzzo, cheese & salone del gusto by slowfood, la corte dei birrifici a Torino che non era stato brutto nel 2010 ed è un peccato che non ci si creda di più.

Anonimo ha detto...

Paolo Polli


@cecco

Il messaggio che volevo lanciare era il seguente : festival come la merla ed il villaggio sono densi di un'atmosfera ed un clima che sono impagabili.altro che IBF.
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Paolo Polli

Creare atmosfera in un contesto di 30-40 mila persone come l'IBF mi sembra molto difficile,e poi dipende che atmosfera intendi.A me sinceramente di vedere sempre la stessa gente che dice sempre le stesse cose mi ha rotto veramente le palle, se per te questa è atmosfera tienitela pure.
avanti con le nuove generazioni e con qualche bella fighetta fresca in più.

Anonimo ha detto...

Paolo Polli


@cecco

Capisco il mercato e non demonizzo IBF, ma attenzione,
perche' secondo me da solo non vale niente, la passione sta' di casa altrove, ed e' questa che muove le cose.

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Paolo Polli

Si vede che le oltre 700.000 persone che si sono viste nei vari anni all'IBF e ti assicuro anche molti appassionati non solno li per caso. Ed è questo che fa muovere le cose.Comunque ben vengano anche gli altri eventi.

cecco ha detto...

capisco chi non vuole guidare. meno chi non vuol capire.

meno birra e piu' fighette per tutti.

prosit

Leo ha detto...

Cecco

In realtà non credo che birra e patata siano discorsi antitetici; basterebbe solo che molti eventi prendessero la birra con più leggerezza e meno maniacalità, oppure che la birra venisse sdoganata in eventi non necessariamente relativi a food & beverage - lo so, facile a dirsi ma forse ancora piuttosto difficile da realizzarsi.

Paolo Polli ha detto...

@cecco

capisco chi non vuole guidare. meno chi non vuol capire.

meno birra e piu' fighette per tutti.

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Paolo Polli

Bene! Vedo che non hai capito niente!

Anonimo ha detto...

Polli, che t'incazzi a fare?

Lasciamo stare il paragone con la merla, che è nicchissima, ma dire che il Villaggio sia un festival "per le solite facce" è una baggianata.
Io agli IBF ci vengo volentieri, mi piacciono, tanta gente, tanti amici, ma paragoni proprio no, son due cose diverse e ognuno con la sua dignità e scopo.

p.s. basta prosciutti, taglieri e cioccolati, contatta anche un panificio!

Leo ha detto...

Anonimo

Una firmetta e siamo tutti più contenti.

Anonimo ha detto...

Romy Non mi sembra che si possano paragonare gli eventi da voi citati.Personalmente preferisco l' ibf sia per l'organizzazione sia per l' atmosfera.

Gianni ha detto...

Lascio il mio contributo all'interessante dibattito come organizzatore del Villaggio, spiegando come funziona da noi. Il nostro è un festival ad invito, non c'è una quota richiesta di partecipazione ed il gettone viene diviso 45% organizzazione e birrifici ed il 10% in beneficenza. Le bottiglie vendute al beershop vengono fatturate regolarmente dopo un conto-vendita. La formula è principalmente quella dello Zythos in Belgio..principalmente abbiamo seguito il ragionamento di fare un festival dove l'eventuale rischio viene diviso tra noi che organizziamo e i birrai presenti. Sinceramente non so, ma spero di si, che tutti quelli che hanno accettato l'invito ci abbiano guadagnato..devo comunque dire che la maggior parte del nostro recupero-spese/guadagno viene fatto dal mangiare. Forse quando abbiamo iniziato noi , nel 2006, c'era ancora uno spirito pionieristico dei birrai ed adesso, vista la crescita esponenziale di Festival birrari, c'è più una selezione nel "dove andare"..Ho notato che in giro molto spesso ci sono festival dove vengono presentate un tot di presenze di birrifici, una lista impressionante di birre e poi ti trovi con il pub od un importatore che ne fa le veci. Non sarebbe il nostro festival, il Villaggio senza birrai non sarebbe il Villaggio. A parte i Belgi, aver visto all'opera Moreno, Schigi, Gino e Valter l'anno scorso è stato molto molto entusiasmante

Anonimo ha detto...

Romy. Caro GIanni al villaggio gli unici che rischiano sono i birrifici e non tu. Spiegami che cosa rischi?

Gianni ha detto...

Ciao, se dovesse piovere durante il festival abbiamo buttato via un anno di lavoro e abbastanza soldi da poter dire che c'è un rischio anche per noi

Anonimo ha detto...

Romy. Io sono stata qualche anno fa e non mi e' dispiaciuto.Se dovesse piovere al massimo guadagneresti meno ma non perderesti niente.

Gianni ha detto...

Romy, arrivare al sabato al Villaggio non è come arrivare al sabato al TNT (ad esempio). Quando giri la chiave del Villaggio per aprire hai già speso tot di soldi per far partire tutto..questo tot di soldi sono quelli per cui dicevo che "se quest'anno piove scappo in Sud Africa";)

Anonimo ha detto...

la crociera del "macche" (anche se di sti tempi, parlare di crociere...)

paolo (non polli) ex anonimo

Leo ha detto...

Paolo

Si capisce poco, a cosa ti riferisci?

Anonimo ha detto...

"A quale evento birrario italiano non mancheresti per nulla al mondo?"

la birracrociera che organizza il "macchesietevenutiafa" (a giugno, quest'anno seconda edizione, mi pare)

infausto solo perche' dopo il fattaccio del giglio, parlare di crociere e' un po' triste

ciao!