28 gennaio 2011

Ratebeer Best 2011, fronte italiano

Best Pale Lager
5. Birrificio Italiano Tipopils

Best English Style Pale & Bitter
3. Toccalmatto Stray Dog

Best Brewers In The World
84. Le Baladin

Best Beer Bars
2. Ma Che Siete Venuti A Fà
18. Sherwood Pub
20. BQ

Best Brewpubs
6. Birrificio Italiano
17. Birrificio Lambrate

Best Beer Retailers
11. Bir&Fud Bottega
19. Domus Birrae

Best Restaurants For Beer
3. Brasserie 4:20
5. Bir&Fud Pizzeria
26. La Gatta Mangiona
49. Open Baladin Roma

Quì le classifiche generali, anche se in fondo la cosa più importante rimane vedere quel Best Beers By Country - Italy. Significa che la birra c'è: si vede, si beve, si sente.

23 gennaio 2011

Leo's Good Beer Guide, London 2011

In un viaggio di soli tre giorni l'importante è focalizzare un obiettivo. Io ne avevo sei: cinque pub e un birrificio che stanno tracciando la nuova rotta londinese della pinta.
Parole d'ordine: impegno, tanta sete.

La scatola blu nel cuore di Borough Market, filiazione diretta della distribuzione Utobeer. "Small bar, big offer" ossia una dozzina di spine divise tra keg e cask e un centinaio di bottiglie per trenta metri quadri a esagerare. Giovedì 20 prima tappa del release party di M&M Porter, collaborazione Melissa Cole/Dark Star: maledetti seigradiecinque, ricco profilo maltato, un che di sherry e morbidezza chic. Occhio alla terza, e occhio a quei tavolini che si ribaltano con un soffio.

Grandi vuoti di memoria.
Il faro da seguire dalla fermata Euston è un neon blu e rosso: anche se guiderà ad una delle porte della città non badateci, in realtà è un pub. Meglio, un beer-bar d'impostazione filoamericana che si permette di affiancare Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Repubblica Ceca con disarmante naturalezza. Due file di rubinetti sovrastate da due lavagne, un banco ad u, otto frigoriferi, poco spazio per tutto e tutti.
Amore o odio.

Il ritorno alla normalità, con tutti i clichè al loro posto: le fioriere all'entrata, i vetri colorati, i divani in pelle al piano primo, il bancone scuro e consumato, la vecchia che riempie le pinte dietro, il vecchio ormai parte dell'arredamento davanti. Testimoni del nuovo fermento londinese con Sambrook's e Twickenham come regulars, affiancati dalle sicurezze di Dark Star e da una rotazione rapidissima di guests. Se avete fame ci sono le salsicce di O'Hagan's, e basta.

Metro fino Highsbury & Islington e poi bus 393 fino davanti all'entrata. Armati di voglia, sarete presto ricompensati. Da anonimo pub periferico a meta imprescindibile in Londra nel giro di un solo anno - most improved pub 2010 secondo fancyapint.
Struttura vittoriana in metallo rosso, soffitto alto, vetrate luminose, mattoni scrostati: pare di entrare in stazione ferroviaria. Un grande banco dove svettano dieci handpumps e altrettante spine: i volti noti Dark Star e Thornbridge assieme alle nuove leve londinesi; Meantime, Brewdog e Camden Town in keg a fianco di Chimay e Schlenkerla. Una cucina a vista che ricorda una macelleria, tavolini e panche sparsi quì e lì, una parete Fornasetti.
Leggo che gli affitti in zona non sono malaccio.

Sotto gli archi della ferrovia di Tower Bridge.
Un uomo e la sua crociata personale contro i dogmi del Camra, all'interno di un edificio condiviso con un formaggiaro. Il sabato apre lo spaccio ed è buona occasione per portarsi a casa qualche bottiglia, perlopiù a £2,5. Sperimentazioni sui luppoli declinate in numerose (India) Pale Ales succose e fruttatissime, una Porter e una Export Stout che rispolverano le tradizioni, una Imperial Stout che le azzera con sale, alcool e cuoio.

Vedi Jolly Butchers sopra.
Sostituisci 10 handpumps con 8, i keg di Chimay e Schlenkerla con Rothaus e Brugse Zot. Aggiungici un frigorifero con qualche americanata e un'offerta di bottiglie tedesche non convenzionali, un ambiente sempre altrettanto accogliente ma più comodo: qualche cuscino, atmosfera molto sala da thè, una particolare attenzione al binomio birra-cibo.
Dieci minuti facili a piedi da Victoria.

***

Chiedo venia per la mancanza di fotografie, le pinte sono impegnative da maneggiare.

15 gennaio 2011

La birra al Mercato

Una volta al mese, all'interno del parco in Largo Marinai d'Italia a Milano.
Si chiama Mercato Della Terra, organizzato da Slow Food da poco più di un anno: frutta, vini, verdure, pane, salumi, formaggi, birre. Quelle buone. Quali? Colpevolmente la mia prima volta è stata solo questa mattina: Menaresta, Fermentum, Pausa Cafè.

Le nonne compravano bottiglie per il pranzo della domenica.

12 gennaio 2011

Birre della Merla, chi ve lo fa fare?

Una leggenda, un'invenzione di quei simpaticoni della Locanda e del gigante buono di Montegioco. Quest'anno dicono di aver invitato solo un amico o due. Dicono anche di un ospite speciale, che arriverà da lontano. Infine hanno pagato un mercenario per diffondere la notizia.
Dicono sia una festa: belle persone, nettari introvabili, cibi luculliani.
Ascoltate invece me: è tutto un pretesto per attirarci nella loro trappola. Scateneranno il freddo più freddo, offriranno birre proibite, che ci piegheranno più del freddo più freddo. Diventeremo brutti, ubriachi e irriconoscibili prima che sorga domenica. Posto non finiremo prima in pasto a lui.

Non credetegli.
Merli.

10 gennaio 2011

La new wave londinese

2006
In città tutti conoscono i celebrati Fuller's e Meantime, a fatica qualche mente deviata si spinge oltre verso nomi meno altisonanti quali Twickenham Ales e Zero Degrees. Un deserto.
Londra, 1500 e più chilometri quadri di estensione urbana.

2008
Duncan Sambrook decide che è il momento di riportare la birra nel cuore della città, ai londinesi: fine anno, a Battersea, apre l'omonimo birrificio e segna l'inizio di una nuova era. Nel 2009 arriva Brodie's, East London, che in soli due anni produrrà trentadue birre diverse. Nel 2010 lo scoppio definitivo: Redemption a Tottenham, Camden Town indovinate dove, The Kernel sotto gli archi della ferrovia a Tower Bridge, la collaborazione Saints&Sinners/Brew Wharf a Borough Market. Tutto senza contare i nomi al di fuori dei confini cittadini ma pur sempre nell'area di Greater London.
Una vibrazione talmente forte da dover essere celebrata, per ricordare a tutti che "London's making damn fine beer". London Brewers Alliance è lo sforzo comune per riportare la città al centro dell'universo birrario, coronato da una cotta simbolica a ventiquattro mani: dalle quali non poteva scaturire altro se non una London Porter.

Se i birrifici si sviluppano, i pub certo non stanno a guardare.
I nuovi Euston Tap e Cask Pub & Kitchen, il rivoluzionato Jolly Butchers, i sempre dinamici White Horse, The Harp e The Rake. Un piede nella tradizione e uno nel presente: che significa birre locali, sicurezze come i vari Thornbridge, Dark Star, Fyne, Moor, più una strizzata d'occhio oltremanica.

Con tutto il rispetto, ma al diavolo Wenlock Arms e Market Porter. Questa è la nuova Londra, e dal 19 al 22 gennaio sarò lì a documentare tutto.
Per me, per voi.

5 gennaio 2011

Iniziare bene, continuare meglio

Ventiquattro ore di astinenza da bicchieri e banconi durante il primo giorno dell'anno, dovute e necessarie. Dopodichè arriva il giorno due, quindi focus sulla prima birra del 2011: che crea attesa, emozione - è la prima cazzo, dev'essere fenomenale, una celebrazione dei 364 giorni che verranno.

Ecco cercatela bene, non come chi si ritrova in mano una Cinnamon Bitter Ale fresca di release: che ormai non è più un'esplosione di cinnamon, ma piuttosto un curry di spezie. Francamente, troppe. Fortuna c'è sempre santa Tipopils lì a fianco, a ricordarti che nel momento del bisogno sai a chi rivolgerti. Sempre sia lodata.

Riapre Lambrate, colmando un vuoto di dieci giorni che neanche il mesozoico: non so e non voglio sapere cosa succede durante le feste, ma se le birre fossero sempre così in forma voterei per qualche chiusura mensile extra. Una ritrovata Ortiga con luppolo rustico al confine tra erbaceo e pepato, che in pratica si beve da sola, e una Ghisa persa nei suoi meandri affumicati, stavolta però in compagnia di una nota pinosa e balsamica.

Ieri sera, Isola Della Birra e sei spine di fronte a me: Croce di Malto Platinum, Baladin Noel, Orso Verde Natale, Lambrate Brighella e Sant'Ambroeus, Italiano Tipopils. Opto per tre pinte della stessa birra. Quale? L'unico indizio che vi do è che non sono le prime cinque.

Tocca a voi.