Come molti di voi, fidati lettori e beer hunters, mi sto preparando per Pils Pride. Non che serva poi molto: stomaco vuoto, moleskine, tanta sete. Purtroppo a questo bisognerà aggiungere un ombrello, dato che il meteo pare voglia a tutti costi penalizzare un evento che mostra il suo lato migliore proprio nell'ampio giardino esterno del Birrificio Italiano.
All'attacco. Thornbridge e Kout Na Sumave, di cui ho ottimi ricordi.
Da ritrovare. La Victory Prima Pils della prima edizione, un gioiello perduto.
Da evitare. Assaggiarle tutte e poi continuare solo con Tipopils, frustrante.
Noia. Quel dannato microfono col quale chiamano la gente per ritirare il cibo, quest'anno giuro porto i tappi. La musica: stupiteci con qualcosa di diverso.
Le speranze. Nuovi piatti in abbinamento, birre italiane in gran spolvero, quel senso di evento imprescindibile delle prime due edizioni.
Un consiglio. Il bicchiere: pensare di gestire un evento di questa portata con spillatura in due tempi in un calice così alto e stretto è da pazzi. Senza contare il cordoncino attaccato al gambo per identificare le persone, sbiadisce poco dopo e crea sempre grande caos. Se avete conservato il bicchiere fate come me, almeno annodate qualcosa di colorato da casa.
Promessa. Bere piano.
2 commenti:
Alla fine com'è andata?
Schigi
Giusto giusto, mi sollevi dall'obbligo di dover scrivere un intero post. Rispondo punto per punto sulla base di quanto scritto.
All'attacco. Thornbridge discreta, molto delicata ma decisamente meno fresca di un paio di mesi fa quando l'assaggiai in bottiglia. Kout l'ombra di sè stessa, ossidata e metallica.
Da ritrovare. E magari.
Da evitare. Ce l'ho fatta.
Noia. Sulla musica ho messo una pietra sopra, non c'è speranza. Per il microfono... il mercato ittico del sabato a Milano lo trovo decisamente più confortevole.
Le speranze. Vanificate.
Un consiglio. Grazie al fatto che ci fosse molta meno gente degli anni passati la situazione sembrava più gestibile. Vale in ogni caso quanto scritto.
Promessa. Mantenuta.
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