20 aprile 2011

Via Volta è la nuova via Benedetta?

Vago per Milano.
All'improvviso mi ricordo dell'imminente apertura di un nuovo beer bar in zona piuttosto centrale, stessi proprietari di Scott Joplin: una rapida gugolata dice via Volta, alle porte di Brera. Arrivo nella via: vedo tre vetrine fronte strada, insegna Blanche De Namur, una scritta in inglese del tipo "Quì trovate un sacco di birre", i due Joplin a bancone. Ok, stanno per rilevare il posto.

Sbagliato: The Manhattan c'è e non si muove.
Kevin è un inglesone del quale prima vedi la pancia e poi il viso, trent'anni quì in Italia. Il suo è un bar molto informale che ieri spinava Allgauer Pils, Bosteels Tripel Karmeliet, Porterhouse Oyster Stout, La Rulles Estivale; in frigo circa sessanta etichette tra Belgio, Inghilterra, Germania, USA e un Birrificio Civale come unico rappresentante italiano. Perchè lui delle birre italiane non si fida granchè.

Il pub che risorge è invece tale Mc Duff, cento metri di distanza. Due chiacchiere e colgo dodici spine, una handpump, una pils dalla Baviera e una dalla Franconia, Spezial Maerzen, qualcosa dalla linea Bia di Ducato e tanto altro del quale ancora non vogliono dare anticipazione. Inaugura mercoledì 27, esserci è un dovere morale.

Come? Via Benedetta a Trastevere ha le pizze al taglio? Bene, quì se arriva la fame c'è invece l'unica polpetteria di Milano, metà strada esatta tra i due locali.

***

Tutto questo succede a 700 metri dal portone di casa mia, dal quale impegnandomi poco più raggiungo anche BQ, Isola Della Birra, Mulligans: prevedo grandi pub crawling a piedi.

Ora, chi è che ha bisogno di andare a Roma per bere bene?

10 commenti:

Lucia ha detto...

Mi hai finalmente risolto l'enigma del momento sai? sono 10 giorni che cerco di capire che tipo di locale sarà l'ex irish pub di via Volta. Lavorando in zona sono passo di lì tutti i giorni, quindi da quando ha chiuso il pub (difficilmente aperto a pranzo e con le solite birrette da irish) ho proprio sperato in qualcosa di nuovo e con buona birra. Stavo attendendo il 27 per scoprire la novità... ora l'attendo per andare a bere ;)
Per quanto riguarda il The Manhattan ci sono stata un paio di volte a distanza di tempo, alla spina ha 2 o 3 birre insignificanti ed il frigo, per quanto discretamente fornito, ha delle birre con prezzi folli, almeno 1/2 euro in più rispetto agli standard sulle 33cl (e parliamo di birre che si trovano tranquillamente girando per Milano). Però si mangia bene, e a prezzi contenuti.
Alla polpetteria invece non si mangia granchè, prezzi alti, polpette fredde, solo 2 tavoli per sedersi...insomma, bell'idea ma gestita male. Però credo siano tra i pochi in zona ad avere tutte le birre del Lariano (rigorosamente in bottiglia). Scelta discutibile... ma come dire... meglio di niente...

Leo ha detto...

Lucia

Dici bene in chiusura, "meglio di niente": la sensazione che alle volte provo in città è quella di doversi accontentare in fatto di birra.
Il Joplin però aprirà un buon locale, sono alquanto fiducioso. Per quanto riguarda The Manhattan, lo apprezzo nella sua modestia: le bottiglie sono prezzate forte, però Garibaldi è anche a un passo e probabilmente la cosa pesa. La cosa migliore rimane comunque l'orario di apertura, da mattino a notte fonda.

Lucia ha detto...

Hai ragione, l'orario è interessante! Confido molto nel nuovo Mc Duff...attendiamo fiduciosi il 27 :)

Abe-Mobibern ha detto...

Ho messo anch'io sul calendario il 27 per vedere il nuovo locale; lo Scott Joplin è gestito bene, con scelte sensate in fatto di spine, senza esagerare nell'estremo ma con una varietà e una attenzione alla qualità che lascia soddisfatti: c'ero andato per la Mahrs Ungespundet ma poi ci sono tornato varie altre volte anche per bere altro. Speriamo proseguano bene con il nuovo locale, che è anche un po' più raggiungibile.

Anonimo ha detto...

ora... non scherziamo! il paragone con via benedetta e il tempio della birra di qualita' mi pare un po' eccessivo. Le "atmosfere" e i sapori del machessiete sono assolutamente irraggiungibili.
E poi ora a roma s'e' aperto pure il superbaladin (devo dire... quasi una delusione).
E qui a milano che si fa'?
Aridatece er woodstock! Ma quello vero! :-)

se non si fosse capito, sono lo stesso del commento alla 2penny

Leo ha detto...

Anonimo

Diciamo che era una voluta provocazione, data la poca ricettivitá di Milano riguardo l'argomento birra buona.
Peccato non sia stata colta.

A Roma che io sappia ha aperto Open Baladin, che pur essendo tutto fuorché il mio locale ideale mi sembra comunque una gran mossa.

La prossima se metti anche un nome di riferimento siamo tutti piú contenti. Mi raccomando.

Anonimo ha detto...

ciao Leo
ammetto che non avevo colto la provocazione, cosi' come ammetto di non essere pratico dell'uso di blogspot e la modalita' "anonima" mi ha risolto il problema di come aggiungere commenti
L'open baladin l'ho visitato proprio di recente (volevamo fare un pellegrinaggio in zona passando anche al machessiete, ma era tardi)
E devo dirti che non mi e' piaciuto granche'.
Per carita', tante spine artigianali (si, ma ora dov'e' che sta scritto che per bere bene la birra deve essere per forza artigianale italiana?...), ma il locale, ampio, e' buio (e non vedo il colore della birra), sedie scomode e il personale non e' che ne sa' molto delle birre che offrono.
Ah, poi c'e' il famigerato bicchiere da degustazione... penso che abbia la forma meno appropriata per berci dentro una birra. In compenso l'acqua la danno gratis (e finalmente!) e c'erano tanti ragazzi come clienti, il che potrebbe far ben sperare, dato che una birra artigianale e' comunque una bevuta non da tutti.
La domanda sorge spontanea: com'e' che baladin ha aperto a roma e non a milano?
L'atmosfera invece, fondamentale per il successo di un locale, sicuramente la si fa molto il personale. Un esempio fra tutti e' il Woodstock e quello che ne e' stato dopo l'abbandono del penultimo gestore.
Ecco, i navigli hanno la potenzialita' di diventare un polo di buona birra e non solo. Basterebbe non farsi prendere la mano dalla modaiolita' della zona.
Ma di questo direi che se ne puo' parlare con calma, senza nulla a pretendere, con la voglia di commentare di chi ha come unica esperienza quella del cliente/consumatore.
Seguiro' con attenzione gli eventi dell'OM, che e' tanto atteso (perche', per inciso, il BI "ci piace" e proprio assai, dunque l'aspettativa e' alta).
Suppongo che non sara' difficile riconoscer-mi/ci, un paio di ceffi, spocchiosi, stile "nonnetti dei muppets", che fanno un sacco di domande, rompono, ma che non si fermano mai al primo giro, polstrada permettendo.

a presto
paolo

Leo ha detto...

Paolo

Grazie dell'aggiustamento.

Io apprezzo invece moltissimo il fatto che Open promuova quasi esclusivamente birra italiana, fa crescere il movimento e la cultura. Ti do ragione su sedie, personale e bicchiere se intendi il TeKu. Bonus il fatto che si mangi piuttosto bene.

Che abbia aperto a Roma credo sia tutto fuorchè una coincidenza: cavalcare un mercato piuttosto che doverlo creare da zero (come potrebbe essere stato se fatto a Milano) è sicuramente meno complicato e faticoso. Condivido il fatto che la zona Navigli potrebbe essere una piccola Trastevere: il nuovo BQ, con le dovute proporzioni, potrebbe essere un apripista. Aspetteremo di vedere i risultati.

Mi fa piacere tu come tanti altri siate in trepidazione per l'apertura di OM, ci lusinga e ci stimola a fare meglio di quanto già stiamo facendo. Alla scuola Birrificio Italiano dobbiamo molto, "ruberemo" le idee migliori e la professionalità reinterpretandole con la nostra visione birraria.

Se pensi di andare al Pils Pride mi troverai lì.

Anonimo ha detto...

Grazie Leo per le belle parole, e per aver apprezzato la ns "modestia" - per il ns modo di intendere la birra è un vero complimento.
Lucia, se per te la witbier della san bernardus, la teutsch pils della allgauer, la tripel karmeliet, la lupulus brune, la oyster stout e la xx bitter sono "a 2 o 3 birre insignificanti" mi dispiace. Per noi sono tutte birre che rispecchiano sempre il ns intendimento: birra beverina ma di qualità al prezzo giusto. per quanto riguarda le bottiglie vedrai dei grossi cambiamenti da qui a natale.
Kevin

Leo ha detto...

Kevin

Grazie del commento.
Sono profondamente d'accordo con te quando lamenti il fatto che certe birre passino in sordina perchè "normali". Sembra che molti appassionati siano abituati troppo bene.