10 gennaio 2011

La new wave londinese

2006
In città tutti conoscono i celebrati Fuller's e Meantime, a fatica qualche mente deviata si spinge oltre verso nomi meno altisonanti quali Twickenham Ales e Zero Degrees. Un deserto.
Londra, 1500 e più chilometri quadri di estensione urbana.

2008
Duncan Sambrook decide che è il momento di riportare la birra nel cuore della città, ai londinesi: fine anno, a Battersea, apre l'omonimo birrificio e segna l'inizio di una nuova era. Nel 2009 arriva Brodie's, East London, che in soli due anni produrrà trentadue birre diverse. Nel 2010 lo scoppio definitivo: Redemption a Tottenham, Camden Town indovinate dove, The Kernel sotto gli archi della ferrovia a Tower Bridge, la collaborazione Saints&Sinners/Brew Wharf a Borough Market. Tutto senza contare i nomi al di fuori dei confini cittadini ma pur sempre nell'area di Greater London.
Una vibrazione talmente forte da dover essere celebrata, per ricordare a tutti che "London's making damn fine beer". London Brewers Alliance è lo sforzo comune per riportare la città al centro dell'universo birrario, coronato da una cotta simbolica a ventiquattro mani: dalle quali non poteva scaturire altro se non una London Porter.

Se i birrifici si sviluppano, i pub certo non stanno a guardare.
I nuovi Euston Tap e Cask Pub & Kitchen, il rivoluzionato Jolly Butchers, i sempre dinamici White Horse, The Harp e The Rake. Un piede nella tradizione e uno nel presente: che significa birre locali, sicurezze come i vari Thornbridge, Dark Star, Fyne, Moor, più una strizzata d'occhio oltremanica.

Con tutto il rispetto, ma al diavolo Wenlock Arms e Market Porter. Questa è la nuova Londra, e dal 19 al 22 gennaio sarò lì a documentare tutto.
Per me, per voi.

6 commenti:

SR ha detto...

non è per difendere il Wenlock Arms che può fare legittimamente schifo (se ci si ferma al quartiere, alla struttura ed alle condizioni igieniche è effettivamente un cesso - considerando il cibo peggio)

ma aprendo il link del rivoluzionario Jolly Butcher su 7 real ale ce ne ho trovate 3 che stazionano di fisso al Wenlock... sarà che sono due fra le migliori birre britanniche e nemmeno mostruosamente tradizionali... forse non è così antidiluviano... o forse le birre buone non hanno tempo né luogo

Leo ha detto...

SR

Non "rivoluzionario", ma "rivoluzionato": nel senso che è stato dichiarato most improved pub del 2010 secondo fancyapint.com.

SR ha detto...

l'età avanza e la vista è quella che è... se poi ci metti la dislessia...

beermessenger ha detto...

per te ,per te...
altro che per noi... ;-)

beermessenger ha detto...

oddio ho letto sul sito della Kernel una nuova perversione...

IMPERIAL MARZEN !!

:-D

SR ha detto...

io son giunto alla conclusione che la perversione alla fine sia più che altro il nome. quante birre cross style puoi avere assaggiato in Italia che potrebbero venire etichettate imperial qualcosa? non ci vuole molto, basta stare nei paraggi di qualcosa. e quante birre sarebbero finite direttamente nel dimenticatoio senza un'idea di nome?

è la sottile linea che separa la creatività dal marketing. la qualità e l'identità, che è quella che conta, semicitando Heerteler la puoi decidere solo nel bicchiere. spero solo che questa seconda ondata di "innovatori" non fotocopi i metodi di comunicazione della prima, mi aspetterei un po' più di creatività anche da quel punto di vista, così si sbadiglia alla grande

(discorso generale, Kernel poi l'unico esemplare testato - una IS - era anche molto buona e nemmeno troppo cafona)