31 dicembre 2010

Un birrificio ti spedisce le proprie birre, dopodichè tu puoi decidere se scriverne, se bene, se male

Suona come il miglior lavoro del mondo, potrei abituarmici facile. In breve: Bad Attitude esce con due nuove birre e decide di creare vocìo mandando dei campioni gratuiti a venti blogger italiani. Pratica che suggerisco a tanti altri birrifici: uno perchè avrei sempre birra in cantina (e più birra mandate, più posso essere benevolo), secondo perchè si tratta di pubblicità a costo praticamente nullo per i vostri nomi.

Assaggio lampo in dieci minuti secchi per entrambe le birre.

13:07 Hipster, Organic Pilsner Wine. Organic Pilsner che?
13:10 Frutta sovramatura, alcol tirato tirato, brucia, gomma.
13:11 Zuccherina, alcolica anche in gola. Cazzo, non mi piace. Lo scriverò così.
13:13 Rudolph, winter warmer. Già coi nomi va meglio.
13:15 Malto fresco, caramellato, ginepro in prima linea ma ben integrato, incenso, geranio.
13:17 Lunga, ben bilanciata da un amaro terroso, alcol a guinzaglio.

Una considerazione extra: perchè, perchè le bottiglie quando avevate la forza della prima birra artigianale in lattina a queste latitudini? D'accordo il vuoto a rendere, d'accordo la leggerezza e la scelta comunque coerente con una filosofia aziendale attenta all'ambiente. La latta però era il nuovo, il diverso, il futuro, mentre ampliare l'offerta alla bottiglia mi sembra una retromarcia. Ah, e le etichette in carta 100% riciclata saranno anche eco-friendly ma si 100% slabbrano non appena bagnate.

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Forse ho perso la mia occasione di ricevere altra birra gratuita.

28 dicembre 2010

B63, nome banale per un brewpub innovativo


Birrificio 63: così, tanto per complicare le cose. 
Come non bastassero i vari B94, Birra 1789, B1080.
Soprassedere sul nome però è facile, lo dimenticherete in fretta non appena sbattuta la faccia contro l'edificio: ex capannone industriale in piazza Severino Caveri - centro del centro di Aosta - riqualificato da qualcuno che sapeva per certo ciò che stava facendo. Legno, vetro, metallo, pietra, legati assieme da senso di equilibrio e illuminazione minuziosamente studiata, un soppalco troneggia in mezzo alla sala.
Tensione inversamente proporzionale al moderno per quanto riguarda invece la filosofia produttiva. Le birre? Antonio ha studiato in Birrificio Italiano, non che significhi garanzia ma attenzione e rispetto della tradizione sicuramente sì. 
Swing: una helles non blanda ma che profuma di cereali e che osa ai confini dell'amaro. Blues, munich dunkel in etichetta: forse col binocolo, poichè è la filiazione legittima di mamma Bibock - frutta gialla, secca secca e amara ma con giudizio. Jazz, dunkel weizen ripiena di banana verde e biscotto - alzo il pollice, verso uno stile che per piacermi deve in genere impegnarsi davvero tanto.

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Aosta, poco più di un anno fa un deserto birrario, oggi tre birrifici nell'arco di venti chilometri. Tanto vale lasciar perdere sci e tavole, piuttosto darsi al beer-hunting. 

27 dicembre 2010

Birra dell'Anno 2011, come e perchè

Unionbirrai annuncia il programma di concorso per Birra dell'Anno 2011, e date le radicali e necessarie modifiche apportate gli interrogativi sorgono subito numerosi. Senza carica di portavoce ma poichè parte del gruppo che ha lavorato da diversi mesi alle nuove categorie, rispondo ad alcuni punti di domanda con argomentazioni di natura puramente personale.

1) Schigi - "Voi vorreste come presidente di giuria ad un concorso di birra artigianale il Quality Assurance Manager di Carlsberg Italia?"
Sì. Visti i cambiamenti subiti da questo concorso coloro che potevano ricoprire l'incarico di presidente di giuria dovevano essere persone che avessero partecipato concretamente allo sviluppo degli stessi. Per me queste persone erano solo due: Flavio Boero e Marco Giannasso. Sulla professionalità di Flavio nè io nè tantomeno tu credo abbiamo dubbi, sul fatto che faccia parte di una multinazionale della birra non vedo davvero minaccia, forse sono ingenuo.

2) Schigi - "[...] Non ci sarebbe spazio per un giudice genoano (Kuaska, ndr) che per la birra artigianale ha dato tutto?"
Non come presidente di giuria, almeno quest'anno.
Per la figura di solo giudice invece assolutamente sì.

3) Tyrser - "Ma le soglie del basso e alto tenore alcolico?"
Non è scritto, di primo acchito il disorientamento potrebbe essere questa mancanza: il riferimento principale è il limite di 14,5 gradi Plato della Legislazione Italiana, oltre la quale una birra viene classificata "doppio malto".

4) Tyrser - "Birre acide, sentori acidi ben in evidenza. Quì ci sarà grossa lotta."
Non fermarti alla definizione sbrigativa, ma considera la definizione completa di questa e di tutte le altre categorie. La prima scelta sarà del birraio, che dovrà inserire le sue birre nelle categorie adatte: se mettesse per esempio una barrel-aged imperial stout in cui l'apporto del legno è appena percettibile nella categoria 16 (Birre affinate in legno) sbaglierebbe, e le definizioni sopra citate ne sarebbero testimonianza.

5) Xodc - "E' anche vero, inoltre, che due membri provenienti da Carlsberg sono forse un po' troppi..."
Rispondo ugualmente, pur essendo in conflitto di interessi.
Troppi due membri su venti, di cui uno nemmeno assaggerà una birra? Francamente non mi pare. Se ci fossero figure in Heineken altrettanto preparate e disponibili spero fortemente Unionbirrai pescherebbe anche lì: non per la crociata dell'artigianalità, ma per il bene di un concorso nazionale.

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Chiunque legga si senta libero di commentare, oppure nel caso fosse iscritto a MoBI di linkare questo articolo nel rispettivo thread del forum.

21 dicembre 2010

Fine dell'anno: tempo non di regali quanto di classifiche birrarie, oppure di regali da scegliere in base alle classifiche birrarie

Dredge ha dato la traccia, io ho adattato/tagliato/italianizzato, voi dovete stilare la vostra classifica personale e poi postarla quì come commento oppure nel vostro sito come articolo. Il meglio dell'anno 2010.

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Spina italiana: Italiano Tipopils (Runners: Rurale Terzo Miglio, Bi-Du Super Sayan, Borgo 25Dodici Sour)

Bottiglia italiana: Loverbeer Beerbera (Runners: Lambrate Imperial Ghisa, Toccalmatto Zona Cesarini, Barley BB Evò)
Spina straniera: Bear Republic Racer 5 (Runners: Cantillon Kriek Cuvèe Moeder, Thornbridge Bolvig)
Bottiglia straniera: Ballast Point Sculpin (Runners: Norrebro Little Korkny Ale 2007 Bourbon Barrel, Marble Decadence)
Packaging italiano: Lambrate Montestella (Runners: Del Ducato Black Jack Verdi, Extraomnes Saison)
Birrificio italiano: Del Ducato (Runner: Loverbeer)
Birrificio straniero: Thornbridge
Birrificio "italiano" online: Ticino Brewing Company
Pub/bar italiano: Lambrate
Pub/bar straniero: Moeder Lambic Fontainas
Evento italiano: Birre Della Merla
Blogger: Zythophile
Twitterer: io

16 dicembre 2010

Un tetto nuovo di pacca, ma un colabrodo al posto del pavimento

Odissea tetto in fase di conclusione, dopodichè Eneide. 
La soletta del piano rialzato ospiterà rispettivamente pub, cantina e sala cottura, in quest'ordine: al futuro però, poichè per ora non potrebbe reggere un pallet di malto. Al via quindi i lavori di travatura e rinforzo che porteranno il piano a poter sostenere 4000kg per ogni metro quadrato. Spazio di ampliamento disponibile: 24 serbatoi da 2000 litri - dovrebbe esserci birra per tutti.

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Nel frattempo, l'astronave Birrificio OM da il benvenuto a Nicola, Alessandro e Demetrio: gente che come noi inizia ad avere una discreta sete. Al solito, un tweet @birraom e una mail a info(at)birraom(dot)com esaudiranno le vostre richieste di informazioni approfondite.

12 dicembre 2010

Togliete i riflettori, drink it easy!

Se ne sta in disparte, un po' come il birrificio che la produce.
Si chiama Geco, il birrificio, due anni nei pro a gennaio in arrivo. Due anni in sordina, forse anche per cause di forza maggiore date le dimensioni microscopiche dell'impianto, ai limiti del casalingo. Notoriamente, le dimensioni non contano.
Si chiama Pecora Nera, la birra che se ne sta in disparte mantenendo fede al suo nome. Il nome più entusiasmante con il quale si possa chiamare una stout italiana - chi è cresciuto poi a pane e Minor Threat troverà poi altri significati, ma probabilmente questa è un'altra storia. Dicevamo... Pecora Nera, oggi ancora una volta voce fuori dal coro, fianco a fianco delle dry stout di Xmas 2010 lei che proprio dry stout non è - ma noi ci aggiungiamo sticazzi. Un tappo di schiuma bruna e rocciosa che ti picchia nel naso quel profilo aromatico davvero complesso, caffèlatte ruffiano in prima linea, gran corpo, quattro gradi che scoppi a ridere, oggi sveste i panni della comparsa e diventa prima donna. 
Le altre quattro ognuna a turno a lustrarle le scarpe.  

9 dicembre 2010

Mezzo pomeriggio di apnea e tanti punti di domanda

Artigiano In Fiera: obiettivo iniziale lo stand Milano Whisky Festival, ma dopo aver letto quei due/tre nomi citati da Maurizio sul fronte birra mi sono dato una ragione in più. Sì, perchè per sopportare il bagno di folla affamata di Natale richiamata puntualmente da questa fiera (per di più in giorno festivo) erano necessarie molteplici ragioni: Beck Brau e Birrificio Lariano potevano esserlo.

Subito alla ricerca del primo, camuffato all'interno di un chiosco Franconia: lavagna criptica, però un paio di bottiglie sono lì quindi mi lancio. "Che Beck hai in spina? - "No, niente Beck's. C'è una weiss se vuoi però!" - Stavo per mordermi la lingua mentre ponevo la domanda, sta a vedere che... poi mi son detto: nah, non può rispondermi così... - Zitto e incassa. Riesco a capirci di più, Jahrhundert Bier Dunkel c'è ed è meritata ricompensa: piccoli accenni di caffè filtro e un lungo retrolfatto nocciolato - buona.
Lariano dribblato, sbatto contro tale Birra San Biagio: rapido riordino di idee e mi ricordo di un articolo sempre a firma Birragenda, proviamo. Assente Rodolfi, il risultato è un po' di confusione: 
1) "Verbum è una blanche" -  Il flyer dice weizen. 
2) "Non usiamo whirlpool, facciamo decantare a lungo." - ?
3) "Per le basse fermentazioni facciamo una maturazione veloce, però le altre ti assicuro maturano a lungo." - Dannati corsi di degustazione, mi hanno insegnato il contrario.
Birrai, incatenatevi ai vostri stand: qualora non possiate, scegliete qualcuno altrettanto capace che sappia badare alla vostra prole. Non per me, che oggi sono particolarmente polemico, ma perchè tutte queste cazzate tornano indietro come boomerang nei denti.

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Le birre? Quando le riproverò ne parlerò, oggi non potrei essere affidabile.

8 dicembre 2010

L'unico abbinamento possibile per una Brighella è un'altra Brighella

Sollevi il bicchiere ma ti fermi un attimo: un grosso respiro, le voci le senti e sussurrano non dovresti, perchè il balloon pieno è il peso esatto che ti ritroverai in testa il giorno dopo. Lo sguardo del vicino rivela che anche lui sta avendo i medesimi pensieri, è quasi confortante. C'è un tacito assenso cameratesco.


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Il 7 dicembre a Milano significa Sant'Ambrogio, in quartiere Lambrate significa solo Brighella.
La spina si chiude raramente: Brighella per coloro in fame aperitiva, Brighella per la cravatta sulla direttiva ufficio-casa, Brighella per chi chiede chiara e Brighella per chi chiede scura. L'etichetta dice ottopuntotto - abbastanza per far abbassare un po' di orecchie - e quando infili il naso li senti tutti: uno ad uno ti ricordano che a fine serata dovrai come sempre avere a che fare con lei, la sbronza. Fruttatissima, etilica, masticabile, trascende il dolce spaziando tra miele, canditi, marzapane, butto lì anche un distillato di pera per fare colui che ne sa. In retroetichetta nessuna controindicazione, male: tre bicchieri sono già dosaggio per cavalli.

Ah, c'era una cena di contorno: cassoeula monoportata, ottima ma che c'entrava come 'nduja a colazione. Decisamente meglio con l'esagerato panettone innaffiato di mascarpone, praticamente una Brighella reincarnatasi in cibo. Stasera nessuno però è quì per fare il gourmet: basta qualche birra, qualche amico e un po' di caos. E la faccia incosciente di chi non pensa al mattino seguente.

5 dicembre 2010

Firestone Walker Parabola, Open It!


Un weekend durante il quale scendere in cantina, spolverare quelle bottiglie che lasciamo lì da tempo senza sapere perchè, stapparle e goderne senza troppo pensare. Eventualmente, scriverne. Arrivo in ritardo causa problemi di trasloco, ma se stasera ho sacrificato questo colosso è colpa e merito di Mark Dredge e Andy Mogg.

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L'etichetta paro paro: OG 30p [plato], IBU 80 units [high], CASES 1000 produced [ltd.], ABV Thirteen Percent, YEAST British Ale [House], COLOR 167 srm [midnight black] - Barrel Aged Imperial Stout - Proprietors Reserve Series No. 001.
Parte del progetto Quercus Alba che trovate spiegato quì, ma che in un impeto di altruismo riassumo in modo spiccio per voi pigri: birre con minimo comun denominatore alcolicità e complessità, invecchiate in legni di diversa estrazione, successivamente riunite in un blend che dal 2006 celebra l'anniversario del birrificio, creato a più mani con alcuni winemakers di Paso Robles. Matt Brynildson, brewmaster, dice: "This is no Belgian freak show. No critters, no fruit!" e mi fa sorridere.
Parabola è una di queste.

Le birre complesse e multiformi come lei sono quelle che più mi tolgono le parole di bocca, quindi sarò breve: vaniglia, amarena ubriaca, vaniglia, cuoio, cacao amaro, vaniglia, si siede a fondo stomaco senza alzarsi più, il bicchiere è in soggiorno e lo annuso dalla cucina.

3 dicembre 2010

Così questa è la città?

Mr. & Mrs. Hoppy-Hour si trasferiscono a Milano, il che significa:

1) Meno Birrificio, più Birrificio.
2) Rischio patente in rapida diminuzione.
3) Maggior vicinanza e quindi facilità nel seguire i lavori al brewpub.
3) Più fruizione casalinga di birra grazie ai due beer-shop: A Tutta Birra e Roybeer.
4) Più pub crawling e Beer By Bike.

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Il trasloco non impedirà nè il blitz a The Dome, nè tantomeno la combo di martedì sera Brighella & cassoeula/Pils night. L'unica cosa che al momento mi preoccupa seriamente, incessantemente, sono loro...