23 febbraio 2010

2 ore con Mr. Mosher


Luogo
Pianeta Birra 2010, Rimini Fiera.

Attori
Randy Mosher, il protagonista/il gruppo UBT (Unionbirrai Beer Tasters), le comparse.

Copione
Una lezione di tecnica degustativa, sotto forma di chiacchierata.

Rappresentazione
Questa era l'occasione, culmine personale e immancabile della fiera di quest'anno. Avere a che fare con personaggi di calibro del panorama birra è sempre elettrizzante, ma quando questi sono internazionali e seduti contemporaneamente allo stesso tavolo diventa qualcosa di più - oltre a Randy, Jeff Evans, Hans-Peter Drexler, e voglia perdonarmi il giudice belga di cui non ricordo il nome.
Randy al timone della degustazione, con quella comunicatività che sembra sempre appartenere soltanto agli americani. Degustazione dicevo, o forse meglio chiamarla scambio di opinioni di fronte ad una manciata di birre scelte per diversità e creatività: Lariano La Grigna, Pausa Cafè P.I.L.S., Toccalmatto Surfing Hop, Schneider Weisse Tap 7 & Tap 4, Ducato Sally Brown, Italiano Scires, poi calata di sipario con The Bruery Papier e New Glarus Cherry Red.
"Libera la mente, concentrati, parti dalle macro categorie di analisi per poi andare sempre più a fondo, nello specifico. Scava nella memoria! Sfoglia il vocabolario, cerca di trovare le parole più adatte per ciò che desideri comunicare, e preparati perchè non saranno mai abbastanza. Cosa ne pensi? Sì, c'è qualche sbavatura quì, forse una messa a fuoco non ottimale lì... punta però a cercare il bello, e quanto questo vada alle volte persino a ridimensionare i dubbi iniziali!"
In forma-riassunto, quello che mi sono portato a casa e mi tengo stretto al cuore.

18 febbraio 2010

Un anno: raccontare, resistere




Blogging è intrattenimento: potrai anche comunicare notizie interessanti, ma se le parole non vibrano, non ti lasciano incollato allo schermo, ecco è lì che subentra il fallimento - quì tutto si riduce a pura questione di forma. Blogging è divertissement: perchè in fondo tutti noi, tutti, siamo dei gran cazzoni - ci divertiamo, parecchio, e se riusciamo a far divertire te siamo anche più contenti, in caso contrario il nostro ego sazia questa insoddisfazione. Non siamo importanti, non siamo influenti, non riveliamo verità, non spacciamo falsità. Se cerchi bollicine rimani vicino, se cerchi saggezza guarda altrove: ciò che leggi è puro autoerotismo. Niente più. Niente meno.
____________________
Oggi, 18 febbraio 2010, prima candelina Hoppy-Hour. Un anno colmo di eventi, molti più viaggi di quelli immaginati, fiere, feste, bevute, soprattutto persone - denominatore comune: esserci. Grazie a te che sei passato e hai aperto bocca. Grazie a te che sei passato sottovoce, senza far rumore.

In foto, un regalo: grazie A.

11 febbraio 2010

"In the van again": domenica


Del perdere la verginità.
Perchè alla mecca De Dolle non ci sono mai arrivato prima; e a chi grida eresia rispondo che più che colpo di fulmine il mio è stato lento innamoramento. Forse anche dovuto al fatto che il deus ex machina di tutto ciò sia stato rivestito di un'aura a dir poco leggendaria (perlomeno in Italia, e a mio avviso in modo penalizzante).
In effetti un po' di timore lo crea, Kris Herteleer: quell'insieme di gesti, sguardi, frasi tronche e finti sorrisi lascia perplessi. Sciolti i tentennamenti iniziali, l'esperienza. Vieni catapultato in un mondo fatto di saggezza birraria e conoscenza tecnica padroneggiate con abilità, unite ad una disponibilità al confronto quasi decadente: mi porge un bicchiere - io 26enne qualunque dall'aria anche un po' strafottente - annuso, bevo, penso, lui di fianco in piedi come una statua, gli rivolgo quello che ho pensato, tace, poi dice la sua. Togliamogli l'aureola e restituiamogli il dovuto profilo umano, please.
Nel mentre, ci prende gusto...
Il locale è chiuso, cioè dovrebbe esserlo ma lo tiene aperto per noi, in trincea. "Nuova" Oerbier, con un lievito che vorrebbe ricalcare il vecchio Rodenbach; Exprmntl Brew AD 2010, piatta, sulfurea, lieviti da vino e un profilo vicinissimo ad alcuni bianchi italiani non filtrati che mi è capitato di incrociare; 75cl Stille Nacht Grand Reserva 2005 (chetelodicoafare...), poi Dulle Teve 2007 e Oerbier 2002 vs. 1990, poi Extra Export Stout 2004 (la prima), poi ancora 75cl Stille Nacht, stavolta 1995.
La sua faccia tradisce l'ebbrezza, le nostre forse più, però non dà segni di cedimento: ogni volta scompare e riappare con qualcosa di nuovo. Una di queste ci trova a cerchio impegnati in una marcia percussiva suonata sulla cappa del suo camino: ci guarda, non sa se unirsi o compatirci. Impagabile.
Ore 21:30 ed è fine dei giochi - tra 24h c'è un cuscino a casa che mi attende impaziente. Prima di andare però vengo obbligato a firmare il guestbook: il risultato una frase praticamente illeggibile, fortuna fosse l'ultima pagina e verrà presto rimpiazzato...

The man

Sopra ogni cosa: Alex, sei un folle! Posto questo, un ottimo e instancabile compagno di viaggio.

10 febbraio 2010

"In the van again": sabato

Apro gli occhi. Stanza d'albergo, sembra curata, i muri ruotano un poco; la vista dalla finestra lascia intendere Gent, e per un istante affiora uno sbiadito dejavù della sera precedente - inizio ad accusare qualche colpo dal viaggio, la tabella di marcia si rivela fitta, impegnativa, obbligata.
____________________
Tra nebbia e desolazione, a 100km di distanza la prima fermata di oggi: Noordhoek, De Struise Brouwers. La causa del viaggio è già stata parcheggiata nel cortile: 250l Pannepot 2006 in formato barrique ex-chablis (grasso compenso per chi di voi presenzierà a Rimini tra due settimane - trovarla sarà facile, cercatela allo stand più chiassoso e appariscente).
Dentro il birrificio però pare esserci fermento, la crew dello Zythos è in piena attività organizzativa - o meglio, stappa furiosamente dandosi un tono organizzativo - intrattenuta da una coppia di chimere. Struiselensis (sì, Bruxellensis c'entra qualcosa): fermentazione spontanea dal profilo molto vinoso, sporca quì e lì, ma decisamente avvincente. Earth Monk, exploit biennale, misterioso blend di birra giovane e 30% imbastardita in botte: fruttato maturo, prepotente, acetico delicato e zuccherino, punte terrose, legnose, formosa, complessa, ripulente. Il flyer recita "Earth Monk, always different!", sentenza forse per alcuni aberrante, per altri erotica.

Ever thought studying maths again?



Estinti gli obblighi, Brussels è occasione per rivedere alcuni amici: abbracci, risate, cena veloce. Certo che Moeder Lambic in Place Fontainas è a 5 minuti di cammino - e per chi sa, significa necessario.
Due birre e via allora. Due, palesemente una bugia...
Alcuni lampi. Un testa a testa Kriek Drie Fonteinen/Cantillon Kriek Cuvée Moeder, quest'ultima creata esclusivamente per il locale con un 20% di ciliege Schaerbeek: sia questo oppure no, un'eleganza tale stenti a credere provenga da mano Cantillon - 2 secco. In seguito, dimostrazione pratica dell'inutilità di alcuni invecchiamenti con due relitti di cantina: Saison De La Senne, 4 anni alle spalle ormai pesanti, e il taglio di Lambic Cantillon libero di mangiarsi profumi e sapori; stesso discorso per un'empirica Stouterik + lambic (quella notte ribattezzato "Lamberik"). Meteora finale, Russian River Consecration: cantina, legno umido, frutti rossi acerbi, gran caramello e leggero acetico, in bocca ampliati da un alcool riscaldante e speziato...Yum!



A fine serata colgo l'invito di Jean a visitare cella e cantina. Trovate un'immagine quì sotto, anche se difficilmente si potrà percepire la maniacale professionalità con cui questo posto sia stato costruito. Per averne idea concreta, dovreste parcheggiarvi nel locale oltre l'ora di chiusura e vedere quanta cura sia dedicata alla pulizia dell'impianto.
____________________
Uno scambio di opinioni finale mi ha fatto pensare. Molto.
Leo: "Due porcherie in lavagna firmate Grisette, perchè?"
Jean: "Semplice. Sono la mia esca per chi ancora non ha avuto la visione. Entrano, si siedono, bevono: poi a quel punto sarò io a convincerli che stanno sbagliando. E la maggior parte delle volte funziona!"
Touchè, Jean!



Last episode: De Dolle experience. Thanks for following...

09 febbraio 2010

"In the van again": venerdì

A 140km/h il furgone decide di perdere un pezzo: per fortuna tutti interi, auto dietro incluse. Scopriamo essere la calotta del raffredamento carichi, ma non sembra essere così grave.
____________________
Breakfast @ Brouwerij De Molen! Non stona ma quasi fa rabbrividire - in ogni caso, gretta occasione per curiosare nella tana di un produttore non propriamente nelle mie corde.
Il magazzino è un'accozzaglia di botti, import internazionali e esperimenti one-shot. Arrivano due anteprime: una nuova, enorme imperial stout (ecco, appunto) uccisa in botti di Mackmyra, paracula e interessante; poi "Hop Burst Series", basse fermentazioni monoluppolo, decisamente meno a fuoco. Sotto al mulino, poco distante, il brewpub: caldo, accogliente, orgoglioso senza nascondersi del fresco 8° posto in classifica RateBeerBest, con una cucina superba di impronta belga pronta a confermartelo al primo dubbio. Dietro un angolo, una sala cottura di dimensioni talmente ridicole che non ci credi.
Avanti!
Paul Girardin & Mrs. ci aspettano per riempire qualche fusto, accogliendoci con gentilezza imbarazzante nonostante il ritardo. Una chiacchierata in cantina - sì in cantina, anche se la concessione pare elitaria - dove quel Oude Lambik gentilmente aspro, morbido, amarognolo fa dimenticare l'umidità pungente del Pajottenland. (A posteriori non mi sentirò propriamente "eletto", sebbene una dose di fierezza permanga tuttora).
Avanti!
Si respira un frenetico bisogno di festeggiare: De Heeren Van Liedekercke? Ok questo è stato un gioco, un'esagerazione, una sbruffonaggine testimone di un suicidio annunciato. Non darò note, bensì un semplice elenco gonfio di egocentrismo: verticale Stille Nacht 2008 2005 2004 1994, Arabier 1992 1989, Rodenbach 1994 e Grand Cru 1999, due annate Orval che chisselericorda.
Grazie Joost. Grazie Jessie. Buonanotte Leo.

Inside the mill


Behind the curtains


Dust will make you happy

To be continued, again...

"In the van again": giovedì

Quale miglior inizio per un freddo e qualsiasi giovedì di metà inverno se non il pranzo in una canonica braustuberl bavarese? Nessuno, indovinato. E quindi stop @ Maxlrainer: due tonificanti mezzilitri di profumata Zwickl e un piatto supersize-me colmo di maiale, crauti, gnocchi di pane. Un connubio che stampa puntuale un sorriso ebete in faccia e contemporaneamente regala un tono da veri uomini.
La giornata avrebbe una meta finale, Bodegraven (West Netherlands) - ops, sono sul furgone 4:20 per una spedizione punitiva Belgio/Olanda - ma lambire Colonia in ora serale accettabile crea parecchia gola. Un solo blitz, Gaffel Haus: due ore due con qualche tenero e innocuo 0,2l di koelsch a ripetizione continua; sulfurea, corpo preciso, un che di cereale crudo. Onesta-e-niente-più.
Fuori tra il buio e il luccichio delle macchine c'è una città che meriterebbe capitolo a sè. Primo giorno di quattro, è tardi. Forse meglio riposare.


To be continued...