29 novembre 2009

BXL, in poche parole




Quando andrete a Bruxelles per ampliare il vostro curriculum non fate alcuna mossa senza assicurare il libretto in questione nella tasca dei pantaloni. Perchè? Perchè troverete Tutto (maiuscolo) ciò che servirà per una corretta fruizione della città, condensato in un manualetto di centoepocopiù pagine.

Colpevoli: Joe Stange e Yvan De Baets, nomi probabilmente noti - in caso contrario potrebbe essere grave, ma una ricerca su google può dare una chance per recuperare terreno. Reato: censire 80 posti d'animo profondamente bruxellois, dove cogliere la cultura belga misurandola in sorsi piuttosto che in nozioni.
Apre un'introduzione generale alla città, da cui poter appuntare informazioni pratiche sulle difficoltà culturali del bilinguismo francese/fiammingo, sul trasporto pubblico, sugli stili birrari belgi. Insomma, ciò che eviterà figuracce durante ogni vostra public relation.
Per il pigrone di turno ci sono 8 itinerari pronti e testati, vaccini infallibili contro fatiche e decervellamenti organizzativi. Tu invece (persona distinta e intelligente, curiosa e dalla mente aperta: il lettore hoppy-hour tipo), andrai a ricercare il vero spirito del libro pagina dopo pagina, succhiandolo in un paio d'ore collezionando sete. La scrittura è critica ma caldamente appassionata: trasuda entusiasmo per una città, i suoi cittadini, le sue birre. Riconoscerete i templi già battuti, troverete nuove interessanti sfide. Vacillerete sapendo di poter bere Saison Dupont al Cinema Nova, Gueuze Cantillon al teatro Toone, Orval al Belgian Comic Strip Center; conoscerete i difetti che corrono parallelamente ai pregi di un totem come il Delirium Cafè; avrete le dritte necessarie per poter affrontare una colazione decandente al Warm Water; saprete di dover suonare il citofono per entrare a L'Archiduc.
Pochi minuti e rimpallerete tra i siti easyjet/ryanair per trovare l'offerta più conveniente.
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Acquistato in loco dai Van Roy per 12€. Quì è a portata di clic, più facile meno poetico.

17 novembre 2009

BXL, faccia 2012

Immagino siano già state spese numerose parole per descrivere una cosa come il Moeder Lambic St.Gilles. Forse troppe, forse non abbastanza. E tanto per essere sicuri ne aggiungo qualcuna. Sembra quasi che la birra lì non solo si beva, ma si respiri. Davanti al bancone gente che vuole parlare, provare, cercare; dietro al bancone gente che non aspetta altro che una scintilla per diffondere cultura. Insomma, si riduce tutto a una dose smisurata di imbarazzante entusiasmo.
Lo stesso che ha portato Andy, Jean e Nassim a concepire un'altra supernova come Fontainas, Moeder Lambic numero due; oppure unopuntouno, fate voi. Un attentato strategico al cuore della città, due minuti dalla Borsa. Una mossa metapolitica per l'apostolato della birra belga: password - "diffondere il verbo". La beer-list è vertiginosa (40 spine+6 handpumps=quarantasei bocche da fuoco, senza contare le bottiglie), ma lascia poco spazio alle spiegazioni. Perchè sarà chi lavora a raccontare, consigliare e parlarti, e se tu non vorrai lo farà ugualmente. Tradizione e innovazione scorrono contemporaneamente: il rispetto dell'identità, manifestato nell'esclusiva per il lambic e il faro di papà Cantillon, e la tensione verso il futuro, che in Belgio può significare avere la scuderia De Zenne Brouwerij praticamente al completo. Il tutto piazzato in un ambiente algido che combina il profumo di vecchio del mattone a luce soffusa e finiture in metallo. Alla loro maniera: "beer is the answer", date un'occhio alle foto sotto per farvi un'idea.
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Il Faro Cantillon! Ouh, il Faro Cantillon! Sta dispensando sonori schiaffoni a destra e a sinistra nella mia top 5 assoluta.




16 novembre 2009

BXL, faccia vintage




L'aperitivo perfetto: A La Becasse. Dimenticando lo spritz, la musica cafona, l'abito giusto, la pasta fredda a scrocco. L'indirizzo è Rue De Tabora 11, Brussel, ma prima di trovarlo dovrete districarvi tra le luci al neon di mille friggitorie. Si parla francese, al limite fiammingo. Tavoli e sedie ad incastro tetris talmente fitto da rendere impossibile il passaggio. Animo belga che si manifesta in specchiere, legni consumati, foto sbiadite e oggetti impolverati; l'oste con grembiule chiuso a corda che fa molto frate ma ha stile da vendere. E quel Lambic-Doux Timmermans che pare eresia ma per me è uno dei bibitoni migliori di sempre, da bere senza impegno (e spesso la birra deve essere così, vero?); servito con fiero orgoglio nelle brocche in coccio, spinato ogni volta con rito quasi mistico e propiziatorio, con gli stessi gesti e lo stesso effetto incantatore. Ci mangi sopra gouda senape e cetrioli. Uno dei posti di dovere in città.

15 novembre 2009

Epifania #4: nuit jurassienne


Brassin public @ Brasserie des Franches-Montagnes, o dell'unico evento-birra annuale al quale non voglio mancare. Mai. Le montagne, la neve, 341km da casa, e come sola regola dimenticarsi chi sei per affrontare la serata a gola aperta.

Il benvenuto è un misto di sguardi interlocutori tra Jerome e il sottoscritto a metà tra "Finalmente, era ora!" e "Oddio no, anche quest'anno...", breve ed esplicativo riassunto delle puntate precedenti. In rapida successione arrivano bicchieri, caraffe, bottiglie bevute a canna per ovviare ogni possibile credibilità; gente che balla tra fusti, fermentatori e caldaie; persone che mi parlano francese e magicamente ottengono risposta francese; persone che guardandoti sembrano ricordarsi delle vergogne degli anni passati; un vichingo che ricorre più volte nella mia vita, ultima apparizione GBBF 2009; mille volti dai contorni più sfuocati ogni ora che passa.
Le birre? Non sono mai stato un loro fan, sempre molto caratterizzate da lieviti e spezie. Ma per una volta conta davvero poco. La scatola nera dice più di 3000 litri in due giorni.
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Uno degli obiettivi era la conservazione intatta del bicchiere serigrafato "douze". Lascio immaginare come sia andata...

06 novembre 2009

Furti alsaziani: North Coast Old Rasputin




Occhio: statuario, come da foto.

Naso: ovattato, ma si coglie fondo di caffè, pungenza del luppolo, deviazione lievitosa, e una parentesi quasi marina, salmastra.
Bocca: ampia, masticabile, finisce vagamente mentolata, piccante e bruciante in petto.
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Non ci si strappa le mutande come raccontatomi a Strasburgo. A stomaco vuoto piazza comunque il solo andata per la trance mistica: nomen omen.

05 novembre 2009

Belgio, Jura. Ancora, di nuovo...




Ultimi momenti di studio, preparazione, ricerca, nota bene.
Sabato Jura, domenica Brussel; poi tutto il possibile. Ho già pronti i contatti vip e la maschera da paraculo, strumenti indispensabili per ottenere qualsiasi tipo di favoritismo. Seguiranno puntuali papiri chilometrici su quanto ho bevuto, e cosa ho trovato, e quanto sono fico. Tutto con la consueta sfacciataggine che leggete abitualmente su queste pagine.
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Chiunque abbia consigli interessanti si senta libero di scrivere. Io mi sentirò libero di appuntare o cestinare.