Party per i vent'anni della pizzeria Piccola Piedigrotta di Giovanni Mandara, Reggio Emilia (informazioni quì): uno spaccato di vibrante e chiassosa napoletanità.
Locale chiuso, folla e baccano dirottati nella piazza a fronte. Banchetto ad abuso pubblico di formaggi e salumi in intimidatorie pezzature-golia. Pizze sfornate a velocità da catena di montaggio. Contest amichevole di tecniche di produzione della granita, dall'antico metodo tradizionale all'azoto liquido. Due spine: una scomoda Menabrea; un fusto di Musa d'Estate (Birrificio Italiano) tirato fuori dal cilindro, sorta di autocelebrazione del limone amalfitano: ci senti foglia, scorza, albedo, succo, nocciolo, timida in bocca, estiva fuori tempo massimo.
Locale chiuso, folla e baccano dirottati nella piazza a fronte. Banchetto ad abuso pubblico di formaggi e salumi in intimidatorie pezzature-golia. Pizze sfornate a velocità da catena di montaggio. Contest amichevole di tecniche di produzione della granita, dall'antico metodo tradizionale all'azoto liquido. Due spine: una scomoda Menabrea; un fusto di Musa d'Estate (Birrificio Italiano) tirato fuori dal cilindro, sorta di autocelebrazione del limone amalfitano: ci senti foglia, scorza, albedo, succo, nocciolo, timida in bocca, estiva fuori tempo massimo.
Tanti, tantissimi auguri Piedigrotta!
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Sopra ogni cosa:
1) Mr. Meguro e i container transoceanici di Via Emilia.
2) La t-shirt con la pizza cuoriciona. Ce l'ho. Tutta per me finalmente.