27 luglio 2012

Che fine ha fatto Hoppy Hour?

Un lungo silenzio, eppure molto da raccontare.
Non racconterò allora, perlomeno non oggi: basti sapere che al momento vivo a Londra - da circa un mese e a sud-ovest volendo essere precisi - e che larga parte della mia giornata scorre dietro al bancone della taproom di Camden Town Brewery. Il tempo che avanza lo spendo invece davanti al bancone, alla ricerca del pub e della pinta definitivi, materia che da ora in poi farcirà queste pagine con maggiore costanza.

Oggi però mi rivolgo a coloro che tra una decina di giorni saranno in città per l'evento estivo londinese per eccellenza: no, non questo, bensì quest'altro. Qualora foste in città già da lunedì 6 agosto, organizzerò un pub crawl nelle zone di Clerkenwell, Holborn, King's Cross e Euston, con partenza in orario pranzo: Gunmakers, Exmouth Arms, Jerusalem Tavern, Craft Beer Co, Holborn Whippet, The Parcel Yard, e per chi si reggerà ancora sulle proprie gambe Southampton Arms salendo un po' a nord verso Kentish Town.

Chiunque fosse interessato è caldamente benvenuto, basta un commento o un tweet che confermi la propria presenza e mi aiuti nella prenotazione del pranzo. 

L'ultimo che crolla vince un cappello uguale al suo.

21 marzo 2012

7 Aprile: Session Beer Day


In un momento storico in cui vige la ricerca dell'estremo, della vertigine alcolica, dell'ingrediente esotico, della birra per forza strana e diversa, Lew Bryson proclama il 7 aprile Session Beer Day. La scelta della data non è casuale, cade sul giorno precedente a quello della revoca del diciottesimo emendamento, nel quale negli Stati Uniti vennero inizialmente legalizzate le birre inferiori a 4%abv.

Secondo i canoni dello stesso Bryson, una session beer deve avere:
  • 4,5%abv o meno.
  • Profumi e sapori distintivi, leggera non significa banale.
  • Bilanciamento, per poter facilitare numerose bevute.
  • Capacità di indurre alla conversazione.
  • Prezzo adeguato.
L'obiettivo è far sì che pub, bar, ristoranti, shop e gli stessi birrifici pongano enfasi su questa idea di birra e facciano capire al consumatore quanto anche un prodotto così esile e apparentemente normale possa invece essere ricco e soddisfacente. Perchè? In primo luogo è divertente (anche se credo non sarà così facile trovare numerose birre con questi requisiti), mentre in secondo luogo sposta l'attenzione sulla vera natura della birra, ossia bevanda da assumere in quantità.

Passaparola.

19 marzo 2012

Brewfist Terminal 1

Uscita Casalpusterlengo sulla A1, qualche chilometro di statale, una rotonda alle porte di Codogno e ci sbatti contro, ritagliato all'interno di un edificio particolarmente nuovo e particolarmente grigio. Potrebbe non suscitare gola detto così, però una chance è dovuta, e loro l'hanno meritata in soli due anni a forza di birre solide, creative e costanti, assieme a qualche intuizione di marketing fresca e differente.

Pianta quadrata, di cui due lati a vetrina aperti su un ampio parcheggio, e dominata da un grande banco: quadrato anch'esso, rivestito di algido metallo scuro, posizionato centralmente e potenzialmente abitabile per tutto il suo sviluppo perimetrale - molto comodo in posizione seduta, con sgabello ad altezza giusta, scomodo invece in piedi, quando il piano d'appoggio risulta troppo basso anche per i miei 175cm. Il secondo elemento a rapire l'occhio è la lavagna a muro: enorme e plasmata secondo quelle che elencano arrivi e partenze all'aeroporto, dettaglia le birre di casa e quelle ospiti divise tra otto spine e quattro handpumps. Tavoli e sedie tappano le superfici restanti, senza un disegno specifico. 
Durante l'inaugurazione di venerdì 16, €5 per quello che sembrava mezzo litro di birra (dannati bicchieri senza tacca limite e comunicazione incompleta a lavagna), un menù snello equamente diviso tra prodotti locali e ispirazione da American diner, tanto entusiasmo dietro al banco e una valanga di pubblico davanti.

Data la zona commerciale in cui è dislocato, credo non si potesse fare meglio. Credo anche che la sola inaugurazione non abbia potuto rivelare la vera natura di Terminal 1, quindi non vedo l'ora di digerirlo una seconda volta con più calma, sete ed attenzione.